Shapovalov giustiziere di Nadal agli Internazionali

Tutto bene per il primo set per Rafa che poi ha dovuto fare i conti con un Shapovalov ritrovato, ma anche con un problema al piede mai risolto.

Shapovalov giustiziere di Nadal agli Internazionali d’Italia dove si è imposto in tre set accedendo, così, ai quarti di finali e detronizzando, di fatto, il detentore del titolo.

Tutto fin troppo bene per Rafa l’inizio del match che dal’1 pari in apertura è volato via fino al 6-1 del mallorchino.

Nel secondo break al secondo game da parte di Shapovalov che si porta in vantaggio fino a 4 giochi a 1, dai quali Rafa reagisce, strappa il break al 7° game e si porta sul 5 pari

Qualche errore di troppo fa capire che lo spagnolo non è il Nadal che conosciamo, riconoscibile senza dubbio dalla forza d’animo e dall’animosità che mette in ogni singolo punto.

Shapovalov dapprima tentennante sembra recuperare fiducia e chiude i giochi al primo set point disponibile, mettendo in equilibrio il computo dei parziali.

Terzo set che comincia con il canadese alla battuta e subito break che viene immediatamente restituito  a seguire.

Dal 2 pari in poi inizia la debacle di Nadal che è visibilmente sofferente, ma comunque convinto a non abbandonare la partita.

Altro break nel sesto gioco e Shapovalov che va a servire pre il match sul 5-2, chiudendo i giochi al 3° match point disponibile.

Denis Sahopovalov supera, dunque, Rafa Nadal per 1-6 7-5 6-2 in 2 ore e 39 minuti di gioco, regalandosi, così, l’accesso ai quarti di finale dove troverà Casper Ruud.

Grande attesa, per Rafa, della dichiarazione post partita che non è tardata ad arrivare e nella quale il campione di Manacor ha confessato di aver sofferto per il piede sinistro che, da inizio carriera, lo affligge con un problema che perdurerà nel tempo.

Si tratterebbe della cosiddetta Sindrome di Muller-Weiss meglio spiegata come deformazione a carico di un osso del piede che rende dolorosa la deambulazione.

Il problema di Nadal, evidente anche dalle espressioni facciali di questa sera, era legato, dunque, all’impossibilità di appoggiare il piede in tranquillità.

Onore al campione per aver comunque portato a termine l’incontro.