Sinner positivo per doping, ma scagionato
Nel mese di Aprile, dopo il torneo di Indian Wells, a Sinner è stato comunicato che era risultato positivo al Clostebol, uno steroide anabolizzante. Lâindagine dell’ITIA ha poi stabilito la sua innocenza.
Sinner positivo per doping, ma scagionato dallâITIA che, inizialmente, aveva parlato di due prelievi positivi a otto giorni di distanza l’uno dall’altro.
Gli esami risalgono al mese di Aprile, subito dopo il torneo di Indian Wells, quando il n° 1 al mondo, era risultato positivo al Clostebol, uno steroide anabolizzante trovato in quantitĂ di meno di un miliardesimo di grammo.Â
Ascoltati tutti i protagonisti della vicenda, ne è scaturito che la responsabilitĂ sarebbe da addossare a Giacomo Naldi, fisioterapista del tennista âreoâ di aver usato un farmaco contenente Clostebol per curare una ferita su un dito e poi âcolpevoleâ di aver massaggiato lâatleta senza lâuso dei guanti.Â
Tale circostanza (lâuso del farmaco contenente Clostebol) non era nota a Sinner che, dunque, non incorrerĂ in nessuna squalifica.Â
Tuttavia, secondo il regolamento, Sinner è responsabile per il suo staff e, pertanto, sarà punito con la perdita del montepremi e dei 400 punti guadagnati nel torneo di Indian Wells, dove si è svolto il test.
In una nota diffusa a mezzo stampa, l’ITIA spiega che:Â
âAi sensi del Codice mondiale anti-doping (WADC), quando per un giocatore risulta un Adverse Analytical Finding per una sostanza non specificata, come il Clostebol, viene automaticamente applicata una sospensione provvisoria. Il giocatore ha il diritto di presentare domanda a un presidente di tribunale indipendente nominato da Sport Resolutions per far revocare tale sospensione provvisoriaâ.Â
Jannik Sinner era stato provvisoriamente sospeso, ma lo stesso, avvalendosi di uno studio legale ha fatto ricorso con successo e quindi ha potuto continuare a giocare.
âIl giocatoreâ prosegue lâITIA nella nota:Â
âha spiegato che la sostanza era entrata nel suo sistema a causa della contaminazione da parte di un membro del team di supporto che stava applicando uno spray da banco contenente Clostebol sulla propria pelle per curare una piccola ferita. Quel membro del team di supporto ha applicato lo spray tra il 5 e il 13 marzo, periodo durante il quale ha anche fornito massaggi giornalieri e terapia sportiva a Sinner, con conseguente contaminazione transdermica inconsapevole. Dopo aver consultato esperti scientifici, che hanno concluso che la spiegazione del giocatore era credibile, l’ITIA non si è opposta ai ricorsi del giocatore volti a revocare le sospensioni provvisorieâ.
Anche lâATP conferma la bontĂ del caso
Anche lâAssociazione mondiale dei tennisti professionisti ha diffuso un comunicato nel quale ammette:
“Siamo incoraggiati dal fatto che non sia stata riscontrata alcuna colpa o negligenza da parte di Jannik Sinner. Vorremmo anche riconoscere la soliditĂ del processo di indagine e la valutazione indipendente dei fatti, nell’ambito del Tennis Anti-Doping Programme, che gli ha consentito di continuare a competere”. Questa è stata una vicenda impegnativa per Jannik e per il suo team e sottolinea la necessitĂ che i giocatori e i loro entourage prestino la massima attenzione nell’uso di prodotti o trattamenti. L’integrità è fondamentale nel nostro sport”.
Non dello stesso avviso alcuni colleghi del n° 1 al mondo che parlano di “corsia preferianziale” riferendosi al fatto che lo stesso non sia stato squalificato.
Ricordiamo che, come ribadito dalla ITIA, era possibile opporsi alla squalifica in attesa del giudizio e che Jannik ha sfruttato, potendoselo permettere, quanto concesso dal regolamento.

