Musetti e il caso della “palla calciata”: giusto il warning o serviva la squalifica?
Un episodio controverso segna la vittoria di Musetti su Tiafoe e il web si scatena
Lorenzo Musetti ha conquistato un posto in semifinale del Roland Garros 2025 dopo una vittoria in quattro set su Frances Tiafoe (6-2, 4-6, 7-5, 6-2). Tuttavia, il match è stato segnato da un episodio controverso: durante il secondo set, in un momento di frustrazione, Lorenzo ha calciato una pallina che ha colpito una giudice di linea al petto.
L’arbitro Timo Janzen ha deciso di assegnare solo un warning per comportamento antisportivo, evitando la squalifica.
Il regolamento ATP e la discrezionalità delle sanzioni
Secondo il regolamento ATP, la squalifica può essere applicata per un singolo comportamento scorretto, a discrezione del supervisore del torneo.
In particolare, l’articolo 8 del “Code of Conduct” stabilisce che l’abuso di palline, ovvero il colpire, lanciare o calciare la pallina in modo pericoloso o con rabbia, possa portare a warning, point penalty o squalifica, a seconda del danno arrecato e della valutazione dell’intenzionalità.
Nel caso di Musetti, l’arbitro ha ritenuto che non vi fosse l’ intenzione di colpire la giudice e che il gesto, pur scorretto, non avesse avuto conseguenze fisiche gravi. A confermare questa interpretazione sono arrivate le stesse parole del tennista italiano a fine incontro:
“Mi sono spaventato, non volevo fare male a nessuno e ho chiesto subito scusa. Il giudice di sedia ha capito che non c’era intenzionalità.”
Confronti con casi precedenti
L’episodio ha inevitabilmente evocato il caso Djokovic agli US Open 2020, quando il serbo fu squalificato dopo aver colpito una giudice di linea con una pallina lanciata, in questo caso, con mano dominate e racchetta (Musetti ha calciato con il piede sinistro). Allora, malgrado l’assenza di volontarietà, la decisione fu drastica per via dell’impatto diretto sul collo dell’ufficiale di gara.
Sono noti anche i casi di Denis Shapovalov nel 2017 e Tim Henman nel 1995, entrambi squalificati per aver colpito involontariamente ufficiali di gara.
Il filo conduttore? Il danno provocato più che l’intenzione.
Le reazioni del web e dei giocatori
Come detto, la scelta di non squalificare Musetti ha acceso il dibattito online.
Alcuni utenti sui social hanno invocato un’applicazione più coerente del regolamento, mentre altri hanno difeso la decisione arbitrale proprio in virtù del contesto e dell’immediato pentimento mostrato dal giocatore.
Frances Tiafoe, dal canto suo, non ha nascosto il disappunto:
“Se questa non è una palla colpita con frustrazione, non so cosa lo sia”,
ha detto in conferenza stampa. Ha definito “comica” la disparità di giudizio rispetto a precedenti squalifiche eccellenti.
L’episodio mette ancora una volta in luce la complessità del regolamento tennistico quando entra in gioco la soggettività: danno reale vs. intenzionalità.
Se da un lato l’azione di Musetti è apparsa palesemente non premeditata, dall’altro resta il dubbio su quanto sia giusto che episodi simili abbiano esiti disciplinari così diversi.

