Atmane-Kecmanovic: match point deciso dal cronometro

Ad Acapulco il quarto di finale finisce senza ultimo scambio: time violation fatale per Atmane, tra fischi e incredulità.

Atmane-Kecmanovic: match point deciso dal cronometro

Atmane-Kecmanovic: il match point lo gioca il cronometro

Nel tennis, lo sappiamo, ci sono: i dritti, i rovesci, le volée e, da qualche anno, anche i secondi. Venticinque, per la precisione. Non uno di più. E così, nel quarto di finale dell’ATP 500 di Acapulco tra Terence Atmane e Miomir Kecmanovic, il protagonista inatteso è stato proprio lui: il cronometro.

Il punteggio dice 6-3 6-3 per il serbo. La memoria collettiva, invece, racconterà altro.

Il primo avvertimento: “Attento al tempo”

Atmane, già provato fisicamente nel corso del match, aveva ricevuto un primo warning per aver superato i 25 secondi concessi tra un punto e l’altro. Nulla di clamoroso: nel tennis moderno i richiami per time violation sono quasi una colonna sonora di fondo.

Ma si sa, il regolamento è come una tassa: alla seconda dimenticanza, si paga.

Il match point che non c’è stato

Sul match point in favore di Kecmanovic, mentre il serbo era pronto a servire, Atmane si è attardato. Un passaggio dall’asciugamano, un momento per respirare, forse per raccogliere le idee. Il giudice di sedia, però, aveva già raccolto il tempo.

Secondo time violation.
Secondo step del codice di condotta: penalty point.

E poiché quel punto coincideva con il match point, la partita è finita lì. Senza servizio. Senza risposta. Senza scambio.

Game, set and match… per regolamento.

Il pubblico dell’Arena GNP Seguros ha reagito con fischi sonori, più lunghi probabilmente dei 25 secondi concessi dal regolamento. Atmane è rimasto qualche istante incredulo, come chi scopre che il finale del film è stato tagliato proprio all’ultima scena.

Regola severa, applicazione impeccabile

Ma, d’altro canto la norma ATP è chiara: 25 secondi tra un punto e l’altro.
Primo sforamento: warning. Secondo: punto di penalità.

Nessuna discrezionalità poetica, nessuna indulgenza. Il giudice ha applicato il regolamento alla lettera, e Kecmanovic, che aveva già messo la partita sui binari giusti, si è ritrovato in semifinale senza dover colpire l’ultimo servizio.

Per il serbo è stata una vittoria importante, ma destinata a essere ricordata più per il modo in cui è arrivata che per il punteggio.

Il tennis dei millesimi

Un tempo si diceva che il tennis fosse lo sport dei centimetri. Oggi è anche lo sport dei secondi. E ad Acapulco abbiamo avuto la dimostrazione che, a volte, tra un rovescio e un’asciugamano può infilarsi la storia.

Non sarà il finale più romantico visto su un campo da tennis, ma è certamente uno dei più moderni: deciso non dalla traiettoria della pallina, bensì dal suono silenzioso di un countdown invisibile.

E forse, la prossima volta che un giocatore guarderà il proprio box tra un punto e l’altro, sentirà nelle orecchie un sussurro:
Attento. Il tempo corre.”

Info autore dell'articolo

Laureata in Pubbliche Relazioni sono mamma e giornalista con la passione per lo sport, l'arte, la cucina, i viaggi e la musica. La noia? Non so proprio cosa sia! 😜

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