ATP Barcellona: Musetti ai quarti, Sonego ko

L’azzurro batte Moutet, mentre Rublev regola Sonego

ATP Barcellona: Musetti ai quarti, Sonego ko

Certe vittorie servono per capire a che punto si è e, quella giocata quest’oggi da Lorenzo Musetti, appartiene a questa categoria.

Musetti: una partita vera, vinta da giocatore maturo

Il 6-3 6-4 contro Corentin Moutet non racconta completamente la partita.

È stata una sfida più equilibrata di quanto dica il punteggio, con momenti in cui Lorenzo ha dovuto difendersi più che comandare. Nel primo set ha salvato palle break delicate prima di trovare il break decisivo sul 5-3. Nel secondo ha strappato subito il servizio, si è fatto riprendere, e poi ha dovuto annullare altre occasioni prima dell’allungo finale.

Non è stata una partita brillante, ma è stata una partita solida. Ed è una differenza sostanziale.

Musetti è ai quarti di finale, e ci arriva con una qualità che gli era mancata nei momenti difficili: la gestione.

Il prossimo avversario sarà uno tra Arthur Fils e Brandon Nakashima, due giocatori diversi ma entrambi pericolosi perché capaci di togliere ritmo.


Sonego: sconfitta logica

Il torneo di Lorenzo Sonego si ferma, invece, contro Andrey Rublev.

Il russo vince in due set, senza lasciare troppo spazio all’interpretazione: quando il ritmo si alza, Rublev resta uno dei giocatori più difficili da affrontare sulla terra, soprattutto per chi non è ancora al massimo della condizione.

Lorenzo ha fatto il suo nel turno precedente, ma questo era un altro tipo di partita. E il risultato, in questo senso, è coerente.


Un torneo cambiato

L’uscita di scena di Carlos Alcaraz ha modificato il quadro generale.

Senza il principale favorito, il torneo ha perso un riferimento ma ha guadagnato in incertezza.

Musetti, da testa di serie numero due, si trova ora in una posizione diversa: non più solo in crescita, ma con una reale possibilità di arrivare fino in fondo.


L’ analisi

Musetti non ha ancora espresso il suo miglior tennis, ma ha vinto due partite diverse tra loro.

Ed è questo il punto.

Nel tennis moderno, chi vuole stare in alto deve imparare a vincere anche quando non gioca bene. O, più semplicemente, quando non gioca come sa.

E in un torneo senza il numero uno annunciato, restare può essere già un vantaggio competitivo.

Info autore dell'articolo

Laureata in Pubbliche Relazioni sono mamma e giornalista con la passione per lo sport, l'arte, la cucina, i viaggi e la musica. La noia? Non so proprio cosa sia! 😜

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