Arnaldi trascina Roma: De Minaur si arrende
L’azzurro batte il numero 8 del mondo dopo quasi tre ore di lotta e riaccende il Foro Italico: Roma riscopre il suo eroe dimenticato

Ci sono vittorie che valgono un turno.
E poi ci sono quelle che restituiscono un giocatore a se stesso.
Matteo Arnaldi al Foro Italico ha fatto molto più che battere Alex De Minaur. Ha ripreso possesso del proprio tennis, della propria classifica e forse perfino della propria storia.
Finisce 4-6 7-6 6-4 dopo quasi tre ore di battaglia feroce, di corsa, di pioggia e di nervi. Roma se ne accorge subito: il ragazzo che due anni fa sembrava destinato all’élite è tornato davvero.
Un match da terra battuta vera
Contro il numero 8 del mondo serviva tutto.
Gambe, pazienza, coraggio e soprattutto fiducia. Perché De Minaur è uno che non ti lascia respirare: arriva ovunque, toglie tempo, sporca gli scambi e ti costringe a giocare sempre un colpo in più.
Arnaldi parte contratto, concede il break nel primo set e l’australiano amministra senza grandi scosse fino al 6-4. Sembra la solita partita contro un top player: equilibrata, dignitosa, ma destinata lentamente a sfuggire di mano.
Invece il sanremese resta lì.
Il tie-break che cambia tutto
Il secondo set diventa una lotta punto a punto.
Scambi lunghi, smorzate, recuperi impossibili e un pubblico sempre più coinvolto dentro la partita. Arnaldi tiene il servizio nei momenti più delicati e arriva al tie-break senza aver mai abbassato lo sguardo.
Lì cambia l’inerzia del match.
L’azzurro gioca il tie-break con coraggio raro: spinge, serve bene e tiene il braccio sciolto nei punti pesanti. Quando chiude con una prima vincente, la BNP Paribas Arena esplode. E De Minaur, per la prima volta, capisce di essere davvero nei guai.
Roma trascina Arnaldi
Il terzo set è una battaglia quasi fisica.
Il pubblico romano entra definitivamente dentro il match, sospingendo Arnaldi punto dopo punto. Lui risponde con il miglior tennis visto negli ultimi mesi: passanti stretti, accelerazioni di diritto e una tenuta atletica che fino a poche settimane fa sembrava impossibile.
Perché questa vittoria nasce anche lontano dal campo.
Nel 2025 Arnaldi aveva praticamente smesso di allenarsi con continuità a causa del problema al piede destro, una microfrattura al sesamoide che gli aveva tolto equilibrio, allenamento e classifica. Era uscito dalla Top 100 quasi nel silenzio generale, oscurato dall’esplosione di Sinner, Musetti e dagli altri azzurri.
A Roma, invece, il suo nome è tornato improvvisamente al centro.
Il punto di svolta
Sul 4-4 del terzo set succede tutto.
De Minaur perde il servizio a zero, si lascia andare alla rabbia e spacca la racchetta. Arnaldi invece resta freddo. Serve per il match sotto le prime gocce di pioggia e non trema.
L’ultimo diritto dell’australiano vola lungo.
Il Foro si alza in piedi.
Arnaldi apre le braccia come chi si è tolto un peso enorme dalle spalle. Ed è probabilmente proprio così.
Perché certe partite non riportano soltanto in classifica.
Riportano dentro il circuito vero.
Prossimo turno
Matteo giocherà il terzo turno degli Internazionali BNL d’Italia 2026 contro lo spagnolo Rafael Jodar, 19 anni, una delle rivelazioni più interessanti del circuito.
Jodar ha battuto il portoghese Nuno Borges in due set e arriverà alla sfida con l’azzurro dopo una stagione molto brillante sulla terra battuta. Per Arnaldi sarà il primo confronto diretto contro il giovane madrileno

