ATP Ranking: Sinner scappa, l’Italia sogna

Jannik allunga ancora su Alcaraz dopo il trionfo di Roma, Ruud risale, gli azzurri restano protagonisti e la nuova Spagna cresce con Landaluce e Jodar.

ATP Ranking: Sinner scappa, l’Italia sogna

Il tennis mondiale oggi ha un padrone riconoscibile anche dai numeri. Jannik Sinner non è soltanto il numero uno del ranking ATP: è il centro di gravità del circuito, l’uomo che sta spostando gli equilibri con una continuità che ricorda le grandi dinastie del passato.

Dopo il trionfo agli Internazionali d’Italia, l’azzurro è salito a quota 14.700 punti ATP, scavando un solco impressionante sui rivali. Carlos Alcaraz resta secondo, ma distante oltre 2.700 punti, mentre Alexander Zverev è ormai lontanissimo in terza posizione. (atptour.com ; sofascore.com)

E la sensazione, forse ancora più significativa dei numeri, è che il dominio di Sinner oggi sembri persino destinato a crescere.

Sinner e il dominio nei Masters 1000

Roma ha certificato qualcosa che ormai appare evidente settimana dopo settimana: Jannik sta vivendo una delle strisce più impressionanti dell’epoca moderna.

Con il successo contro Casper Ruud ha conquistato il sesto Masters 1000 consecutivo, allungando a 34 la serie di vittorie di fila nei “Mille”, record assoluto nell’era ATP Masters 1000. (reuters.com ; reuters.com)

Il distacco nel ranking riflette perfettamente questa superiorità: Sinner difende punti praticamente ovunque, ma continua ad aggiungerne. Alcaraz, frenato dall’assenza romana, ha perso terreno prezioso proprio mentre l’azzurro completava il Career Golden Masters. (puntodebreak.com)

A 24 anni, il numero uno italiano sta costruendo una leadership che ormai va oltre il ranking: entra in campo e sembra trascinare il torneo dentro il proprio ritmo.

I movimenti della Top 10

Alle spalle di Sinner qualcosa si muove, anche se nessuno sembra davvero in grado di avvicinarlo.

Zverev conserva il terzo posto, mentre Novak Djokovic resta quarto pur con una stagione molto più intermittente rispetto ai suoi standard. Felix Auger-Aliassime conferma la quinta posizione davanti a Ben Shelton. Daniil Medvedev, grazie alla semifinale romana, torna a guadagnare terreno risalendo fino al numero 7 del mondo.

E poi c’è Casper Ruud. La finale raggiunta al Foro Italico gli permette di rientrare nella Top 20, premiando una primavera europea molto solida sulla terra battuta.

Il nuovo volto del tennis italiano nel ranking

Alle spalle del leader mondiale, il movimento italiano cambia pelle.

Lorenzo Musetti è oggi il numero 2 d’Italia e il numero 11 del mondo. Il toscano esce dalla Top 10 per la prima volta dopo il suo ingresso avvenuto un anno fa e dovrà rinunciare al prossimo Roland Garros a causa di un infortunio, un’assenza pesante in un momento delicato della stagione.

Flavio Cobolli si conferma stabilmente tra i migliori, occupando la posizione numero 12 ATP, a testimonianza di una crescita ormai consolidata nel circuito maggiore.

Il grande balzo arriva però da Luciano Darderi: la semifinale agli Internazionali d’Italia gli vale la posizione numero 16 del mondo, nuovo best ranking della carriera e soprattutto la certezza di essere tra le prime 16 teste di serie al prossimo Roland Garros.

Arnaldi e Pellegrino, la profondità del movimento

La fotografia del tennis italiano non si ferma ai vertici.

Matteo Arnaldi rientra in Top 100 grazie al salto fino alla posizione numero 96 (+12), confermando un ritorno importante dopo mesi di risultati altalenanti.

Segnali molto positivi anche da Andrea Pellegrino: protagonista a Roma con l’ingresso negli ottavi prima di affrontare proprio Sinner, ha guadagnato 29 posizioni nel ranking (il miglior progresso tra i primi 20 italiani) salendo fino alla posizione numero 126, a un solo posto dal suo best ranking.

Landaluce, Jodar e la nuova Spagna che avanza

Dietro il dominio italiano si muove, però, anche una generazione spagnola molto interessante.

Martín Landaluce, classe 2006, è uno dei grandi protagonisti della crescita ATP di questa primavera. Dopo il quarto di finale a Miami e il grande torneo giocato a Roma — dove ha spaventato persino Medvedev — lo spagnolo è salito fino alla zona della Top 70 mondiale, miglior ranking della carriera.

Insieme a lui cresce anche Rafael Jodar, altro talento madrileno del 2006, già capace di mettersi in evidenza nel circuito maggiore e considerato dagli addetti ai lavori uno dei prospetti più importanti del tennis iberico.

La sensazione è che il tennis mondiale stia preparando il prossimo ricambio generazionale. Ma oggi, guardando il ranking ATP, esiste una verità molto semplice.

Tutti stanno crescendo.
Uno soltanto, però, sta dominando.

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