RG: Berrettini agli ottavi. 5 ore per ritrovare sé stesso
Annulla due match point a Comesana e torna agli ottavi del Roland Garros: una vittoria che vale più di una qualificazione

PARIGI – Le lacrime arrivano quando non c’è più energia per trattenerle. Matteo Berrettini le ha lasciate scendere sul rosso del Roland Garros dopo cinque ore e tredici minuti di battaglia, due match point annullati e una vittoria che probabilmente vale molto più di un semplice ottavo di finale.
Perché il 7-6 5-7 6-7 6-4 7-6 rifilato all’argentino Francisco Comesana racconta certamente una grande partita di tennis. Ma racconta soprattutto il ritorno di un giocatore che negli ultimi anni ha dovuto combattere molto più contro il proprio corpo che contro gli avversari.
Quando l’ultimo diritto dell’argentino è finito largo sul 15-13 del super tie-break decisivo, Berrettini non ha esultato soltanto per una qualificazione. Ha festeggiato la fine di una lunga rincorsa.
“Non me l’aspettavo”
La frase più bella della giornata non è arrivata durante il match. È arrivata dopo.
Con la sincerità che spesso appartiene soltanto agli sportivi che hanno attraversato momenti difficili, Berrettini ha ammesso ciò che molti pensavano ma che pochi avrebbero avuto il coraggio di dire.
“Se mi aspettavo di arrivare agli ottavi? No.”
Una risposta semplice. Quasi disarmante.
Perché dietro quel “no” ci sono gli infortuni, le operazioni, le classifiche precipitate, i tornei saltati e le tante volte in cui il tennis sembrava allontanarsi proprio quando Matteo provava a riavvicinarsi.
Eppure eccolo di nuovo qui, nella seconda settimana di uno Slam.
La prima volta dagli US Open del 2022.
Una battaglia da terra battuta
La partita contro Comesana è stata una maratona nel senso più autentico del termine.
Due tie-break nei primi tre set, scambi lunghi, caldo, umidità e un avversario che ha giocato probabilmente il miglior tennis della propria carriera.
L’argentino ha costretto Berrettini a uscire dalla sua zona di comfort. Ha variato continuamente il ritmo, alternando accelerazioni e palle corte, obbligando il romano a costruire ogni punto con pazienza.
Quando Comesana si è aggiudicato il terzo set, portandosi avanti due parziali a uno, la partita sembrava essersi inclinata dalla sua parte.
Ma Berrettini non ha mai smesso di restare dentro il match. È questa, forse, la qualità che più ha impressionato.
I due match point annullati
La fotografia della giornata arriva nel super tie-break del quinto set.
Dopo oltre cinque ore di gioco, le gambe non rispondono più come all’inizio e la differenza la fanno soprattutto il carattere e la lucidità.
Comesana arriva per due volte a un punto dalla vittoria.
Per due volte Berrettini trova il modo di salvarsi.
Sul secondo match point dell’argentino costruisce uno scambio che sembra racchiudere tutta la sua carriera recente: resiste, rincorre, spinge, rifiuta l’idea della sconfitta e costringe l’avversario a giocare un colpo in più.
È il punto che cambia il destino della partita.
Da lì in avanti Matteo ritrova fiducia, recupera il controllo e chiude al quarto match point utile.
Il valore di una famiglia
Subito dopo la vittoria, Berrettini ha rivolto il primo pensiero alle persone che gli sono state accanto.
“Ci sono mio fratello e il mio team. Sono la mia famiglia.”
Parole semplici, ma significative.
Negli anni difficili non sono stati i trofei a sostenerlo. Sono state le persone.
Quelle che hanno continuato a credere nel suo ritorno quando il tennis offriva più dubbi che certezze.
Per questo la commozione finale è sembrata così autentica.
Adesso c’è Cerundolo
Agli ottavi di finale Berrettini affronterà Juan Manuel Cerundolo, l’argentino che pochi giorni fa ha eliminato Jannik Sinner dopo il clamoroso malore accusato dal numero uno del mondo.
Sarà una partita diversa, meno logorante sul piano fisico ma altrettanto delicata dal punto di vista tattico.
Intanto però Parigi ha restituito al tennis italiano una certezza che mancava da tempo.
Matteo Berrettini è tornato nella seconda settimana di uno Slam.
E per chi ha visto quanta strada abbia dovuto percorrere per arrivarci, questo risultato vale quasi quanto una vittoria.

