Wimbledon 2026 anche su Instagram vince il tennis italiano
Sinner resta il numero uno del ranking, ma l’analisi di Metricool racconta un’altra classifica: Cobolli e Arnaldi dominano per coinvolgimento, mentre il tennis conquista sempre più tifosi anche fuori dal campo.

Ci sono partite che finiscono con una stretta di mano a rete e altre che continuano molto oltre l’ultimo quindici. Wimbledon, il torneo che più di ogni altro custodisce la tradizione del tennis, nel 2026 ha raccontato anche un’altra storia: quella che si gioca ogni giorno sugli smartphone di milioni di appassionati.
Se il Centre Court rimane il luogo dove si costruiscono i campioni, Instagram è ormai diventato il salotto dove quei campioni parlano ai tifosi, mostrano il lavoro quotidiano, condividono emozioni e trasformano una vittoria in un legame ancora più forte con il pubblico.
L’analisi realizzata da Metricool sui principali protagonisti di Wimbledon fotografa proprio questo fenomeno: oggi il valore di un tennista non si misura soltanto con i punti ATP, ma anche con la capacità di creare una comunità che reagisce, commenta e partecipa.
Sinner è il numero uno, ma la gara sui social è diversa
Sul fronte dei follower non ci sono grandi sorprese.
Novak Djokovic guida la classifica con oltre 16,5 milioni di follower, davanti a Carlos Alcaraz (8,7 milioni), all’account ufficiale di Wimbledon (7,6 milioni) e a Jannik Sinner, ormai stabilmente sopra i 5,5 milioni.
Ma i social, proprio come il tennis, non premiano sempre chi parte favorito.
Il dato più interessante riguarda infatti l’engagement, cioè la capacità di coinvolgere realmente la propria community. Qui Alcaraz supera tutti i grandi nomi con un tasso del 6,92%, davanti a Sinner (4,31%), Sabalenka (4,11%) e Djokovic (3,29%).
La lezione è semplice: avere milioni di follower conta, ma conta ancora di più riuscire a farli sentire parte del proprio percorso.
Cobolli e Arnaldi, la sorpresa azzurra
La vera rivelazione dell’analisi arriva però dall’Italia.
Flavio Cobolli, reduce da uno straordinario Roland Garros, registra un incredibile 18,58% di engagement, il migliore tra tutti i giocatori analizzati.
Alle sue spalle c’è Matteo Arnaldi con il 14,80%.
Numeri che raccontano molto più di una semplice crescita sui social. Raccontano come una grande impresa sportiva possa trasformarsi immediatamente in entusiasmo, curiosità e partecipazione.
Nel solo mese di giugno Cobolli è passato da circa 425 mila a oltre 607 mila follower, crescendo di quasi il 43% e guadagnando oltre 109 mila nuovi sostenitori nelle 48 ore successive alla finale del Roland Garros.
Vince chi mostra il lato umano

Lo studio di Metricool evidenzia anche quali contenuti funzionano meglio.
Non sono necessariamente quelli più spettacolari.
I post che raccontano la fatica, la gratitudine o i momenti di vita privata ottengono spesso risultati superiori ai semplici contenuti tecnici.
Il messaggio “Vi amo!” pubblicato da Cobolli (a lato) dopo il Roland Garros è stato il contenuto con il miglior coinvolgimento dell’intera ricerca.
Anche Jannik Sinner, pur pubblicando pochissimo – appena due post e un Reel nel periodo analizzato – ha continuato a registrare numeri elevatissimi, dimostrando che non è la quantità dei contenuti a fare la differenza, bensì la loro autenticità .
Reel dedicati agli allenamenti, carousel fotografici e racconti personali sono ormai diventati parte integrante della comunicazione dei campioni.
Il tennis non finisce con l’ultimo punto
Un tempo il dialogo tra giocatore e tifoso terminava quando il pubblico lasciava lo stadio.
Oggi accade l’esatto contrario.
La partita continua sul telefono, tra fotografie dagli spogliatoi, allenamenti, momenti in famiglia e ringraziamenti che diventano virali nel giro di poche ore.
Per sponsor, organizzatori e appassionati cambia anche il modo di leggere il successo: non bastano più i follower, servono conversazioni, emozioni e partecipazione.
Perché il tennis moderno si gioca ancora con racchetta e pallina, ma una parte della sua storia passa ormai anche attraverso uno schermo.

