Musetti incanta Cincinnati e torna ai quarti

Il carrarino supera Faria 7-5, 6-2 in appena 76 minuti e ritrova un quarto di finale Masters 1000 dopo oltre un anno. Ora sfida Frances Tiafoe

Musetti incanta Cincinnati e torna ai quarti

Lorenzo Musetti ha sempre avuto un modo tutto suo di giocare a tennis. Non sembra mai completamente interessato alla linea più breve fra due punti: preferisce la curva, la variazione, il rovescio che cambia direzione, la palla corta che arriva quando l’avversario aspetta il colpo pesante.

A Cincinnati, contro Jaime Faria, quella fantasia è diventata ordine.

Il portoghese aveva appena eliminato Ben Shelton, campione in carica a Montreal, e poteva dunque presentarsi con qualche ragione per sentirsi pericoloso. Musetti gli ha concesso poco più di un’ora. 7-5, 6-2 in 76 minuti, con sei ace e percentuali al servizio da giocatore che non aveva alcuna intenzione di trasformare gli ottavi in una faccenda complicata.

È il suo primo quarto di finale in un Masters 1000 dagli Internazionali BNL d’Italia del 2025 e il primo a Cincinnati in singolare. E, mentre Flavio Cobolli raggiungeva a sua volta i migliori otto, il tennis italiano si concedeva una piccola prima volta: due azzurri nei quarti dello stesso Masters 1000 di Cincinnati nell’era Open.

Musetti, quando la varietà diventa una forma di dominio

Faria ha provato a giocare in avanti, con il tennis aggressivo che gli aveva permesso di sorprendere Shelton.

Ma contro Musetti l’aggressività, da sola, rischia di diventare un’arma a doppio taglio.

Perché Lorenzo non ti dà quasi mai la palla che stai aspettando.

Una volta arriva il rovescio lungo linea, un’altra il back, poi la palla corta, poi quel diritto carico di rotazione che sembra viaggiare lento soltanto per il tempo necessario a toglierti dalla posizione.

Il primo break è arrivato presto, nel primo turno di risposta. Faria ha però trovato il modo di rientrare e sull’8° game ha strappato il servizio all’italiano, nell’unico turno di battuta dell’intero incontro nel quale Musetti avrebbe concesso palle break.

La partita, almeno sul punteggio, sembrava voler raccontare un’altra storia. Ma il tennis raccontava già quella giusta.

Musetti era il giocatore che comandava.

Il primo set, conquistato con pazienza

Sul 5-5, Lorenzo ha semplicemente cambiato marcia.

In risposta ha cominciato a togliere tempo al portoghese, costringendolo a giocare sempre un colpo in più. Faria ha ceduto proprio lì, sul più bello, e Musetti si è preso il break del 6-5.

Poi ha servito per il set.

Non con la fretta di chi vuole chiudere, ma con la sicurezza di chi sa di avere ormai la partita dalla propria parte.

Il 7-5 ha fotografato abbastanza bene il primo parziale: equilibrio nel punteggio, molto meno nel gioco.

E forse è proprio questa la qualità che Lorenzo sta ritrovando sul cemento. Non deve necessariamente inventare il punto perfetto. Gli basta mantenere l’avversario dentro un labirinto dal quale non è semplice uscire.

Nel secondo set Musetti prende il largo

Il secondo set è durato molto meno del primo.

Come se, una volta capito il percorso, Musetti avesse deciso di smettere di girarci intorno.

Break immediato e partita incanalata.

Faria ha cominciato a perdere precisione, mentre l’italiano ha continuato a servire con grande efficacia: 79% dei punti vinti con la prima e 73% con la seconda, numeri che spiegano più di molte parole perché il portoghese non abbia più trovato una strada per rientrare.

Il sesto ace del match, peraltro con la seconda di servizio, ha chiuso la partita.

Un finale quasi elegante, come se Musetti avesse voluto mettere la firma con uno dei suoi colpi meno rumorosi e più raffinati.

7-5, 6-2.

Cincinnati ritrova il Musetti dei grandi tornei

Il risultato ha un peso che va oltre il semplice quarto di finale.

Musetti torna infatti tra gli ultimi otto di un Masters 1000 dopo l’esperienza di Roma 2025. Sul cemento, invece, si tratta del suo miglior risultato in un torneo di questa categoria dai quarti raggiunti a Parigi-Bercy nel 2022.

Un’attesa lunga, considerando che il talento di Lorenzo sembrava destinato a frequentare molto più spesso questi territori.

Ma forse il dato più interessante è proprio il modo in cui è arrivato.

Non attraverso una maratona, non attraverso un avversario travolto dalla paura, ma con una partita nella quale Musetti ha dato l’impressione di sapere sempre quale tennis fosse necessario giocare.

È una differenza sottile, ma importante.

Il talento ti permette di fare cose che gli altri non fanno.

La maturità ti insegna quando farle.

Tiafoe, un quarto di finale dal sapore americano

Adesso ci sarà Frances Tiafoe.

L’americano ha eliminato in due set Felix Auger-Aliassime, seconda testa di serie, con un netto 6-3, 6-4, conquistando il secondo quarto di finale Masters 1000 della stagione dopo quello di Miami. Per Tiafoe è anche la prima volta in carriera con più quarti di finale Masters 1000 nello stesso anno.

Sarà, dunque, un confronto curioso fra due giocatori che amano sottrarsi al tennis geometrico.

Tiafoe ha l’esplosività, il servizio, la capacità di accelerare improvvisamente e di trasformare il campo in un piccolo spettacolo personale.

Musetti ha invece la variazione.

Il primo cerca spesso di incendiare il punto. Il secondo preferisce cambiarne la temperatura.

E c’è anche una piccola storia dietro questo incontro: i due si sono già affrontati in passato a livello Challenger, con una vittoria per parte. Il loro ultimo confronto risale a Parma 2020, quando Musetti vinse 6-3, 3-6, 6-3.

Ora, naturalmente, è tutta un’altra faccenda.

Due italiani tra i migliori otto

C’è infine una fotografia che merita di essere conservata.

Musetti e Cobolli nei quarti di finale a Cincinnati.

Prima di loro, nell’era Open, ci erano riusciti soltanto Renzo Furlan nel 1995, Fabio Fognini nel 2014 e Jannik Sinner, campione nel 2024 e finalista nel 2025. Ma mai due italiani insieme.

È una di quelle statistiche che sembrano piccole finché non si guarda indietro.

E allora diventano grandi.

Perché raccontano un movimento che non vive soltanto dei suoi due nomi più luminosi, ma di una generazione capace di occupare contemporaneamente i palcoscenici più importanti.

Cobolli ci è arrivato combattendo una battaglia.

Musetti con la leggerezza di chi ha trasformato la fantasia in disciplina.

Adesso entrambi guardano verso la semifinale.

E Cincinnati, per una volta, parla italiano con due voci molto diverse.

Una ha il pugno chiuso. L’altra il rovescio a una mano.

Entrambe, però, sono arrivate tra i migliori otto.


Info autore dell'articolo

Laureata in Pubbliche Relazioni sono mamma e giornalista con la passione per lo sport, l'arte, la cucina, i viaggi e la musica. La noia? Non so proprio cosa sia! 😜

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