US Open 2026, tutti gli italiani a New York

Berrettini, Musetti, Cobolli e Darderi avanti. Bellucci sorride, mentre Guerrieri prepara il debutto Slam

US Open, tre italiani avanti: Sonego sfiora l'impresa

New York continua a parlare italiano. Lo US Open 2026, orfano di Jannik Sinner, sta regalando una spedizione azzurra fatta di vittorie importanti, maratone, qualche rimpianto e soprattutto una bella sorpresa arrivata dalle qualificazioni.

Dopo i primi giorni di torneo, sono diversi gli italiani che hanno già superato il primo turno, mentre altri devono ancora completare il loro esordio a causa della pioggia che ha spezzato il programma di Flushing Meadows.

Berrettini, una vittoria dal sapore speciale

Matteo Berrettini ha superato Stan Wawrinka 7-6(4), 7-6(3), 6-0, in una partita che aveva inevitabilmente un significato particolare. Per il 41enne svizzero, campione dello US Open nel 2016, era infatti l’ultima apparizione Slam della carriera.

Berrettini ha dovuto lavorare soprattutto nei primi due set, entrambi risolti al tie-break, prima di prendere definitivamente il largo nel terzo. Al secondo turno troverà Mariano Navone, protagonista dell’eliminazione a sorpresa di Novak Djokovic.

Musetti parte con il piede giusto

Lorenzo Musetti (in foto) ha confermato il suo buon feeling con gli Slam superando Arthur Fery in tre set, 6-3, 6-3, 7-5. Una partita gestita con maturità, senza concedere al britannico, reduce da una sorprendente semifinale a Wimbledon, la possibilità di rientrare davvero nel match.

Per Musetti il torneo prosegue contro l’australiano Dane Sweeny.

Cobolli, la rimonta che vale doppio

La copertina della resilienza azzurra è però di Flavio Cobolli. Il romano, numero 5 del seeding, è riuscito a ribaltare una partita che sembrava ormai compromessa contro Francisco Comesana.

Sotto due set a zero, Cobolli ha cambiato marcia e ha completato la rimonta imponendosi 3-6, 2-6, 6-3, 6-4, 6-4 dopo quattro ore e tredici minuti di battaglia. Una vittoria pesante anche per il modo in cui è arrivata: senza smarrire la fiducia quando il match sembrava andare dalla parte dell’argentino.

Al secondo turno lo aspetta Tristan Schoolkate.

Darderi, un altro passo avanti

Anche Luciano Darderi ha centrato il secondo turno. Il 21° favorito del torneo ha superato il britannico Harry Wendelken, proveniente dalle qualificazioni, con il punteggio di 6-2, 3-6, 6-2, 7-5.

Darderi ha avuto bisogno di ritrovare continuità dopo il passaggio a vuoto del secondo set, ma ha chiuso la partita senza concedere ulteriori aperture all’avversario. Il prossimo ostacolo sarà il ceco Dalibor Svrcina.

Bellucci, una partenza quasi perfetta

È arrivata anche una bella conferma da Mattia Bellucci. Il lombardo ha liquidato in tre set l’ungherese Zsombor Piros, 6-4, 6-2, 6-0, lasciando per strada appena sei game e mostrando una solidità crescente con il passare dei set.

Per Bellucci ora arriva un test di tutt’altro spessore: al secondo turno troverà Taylor Fritz, testa di serie numero 9.

Sonego, quasi cinque ore di orgoglio

Non è bastato invece Lorenzo Sonego contro Alexander Zverev. Ma il torinese ha lasciato l’Arthur Ashe Stadium dopo una battaglia che racconta bene il suo carattere.

Zverev, numero 1 del torneo, ha avuto bisogno di quasi cinque ore e di cinque set per piegare l’azzurro: 6-4, 3-6, 6-7(7), 7-5, 6-4. Sonego è stato avanti nel match e ha avuto la possibilità di mettere ancora più pressione al tedesco, prima che la maggiore continuità di Zverev nel quinto set facesse la differenza.

Arnaldi, sei set point che lasciano il rimpianto

Si ferma invece Matteo Arnaldi, battuto dall’australiano James Duckworth 5-7, 6-3, 6-2, 7-6(8).

Il rimpianto è soprattutto nel quarto set: Arnaldi ha avuto sei set point che gli avrebbero permesso di trascinare la partita al quinto, ma non è riuscito a trasformarli. Una di quelle sconfitte che lasciano più domande che certezze, proprio per le occasioni avute.

Cinà, un’altra esperienza Slam

Per Federico Cinà il primo US Open della carriera si è concluso al debutto contro Alex Michelsen. Il giovane azzurro, arrivato nel main draw attraverso le qualificazioni, ha ceduto 6-4, 6-1, 6-0.

Il risultato non cancella però il valore del percorso: per Cinà si tratta della seconda presenza in carriera nel tabellone principale di uno Slam, dopo il Roland Garros disputato quest’anno.

Guerrieri, l’exploit più bello

E poi c’è Andrea Guerrieri. Forse la storia più affascinante della pattuglia italiana.

Il 27enne di Correggio ha conquistato per la prima volta in carriera un posto nel main draw di uno Slam, superando tre turni di qualificazione e chiudendo il percorso con il 6-2, 6-4 rifilato al tunisino Aziz Dougaz.

Un risultato costruito partita dopo partita e arrivato al termine di una crescita che nel 2026 lo ha visto conquistare anche il titolo ITF di Trento e il Challenger del Roma Garden. Ora, per la sua prima partita in assoluto nel tabellone principale di uno Slam, lo aspetta una montagna: Alex de Minaur, numero 7 del mondo.

La sfida era inizialmente prevista per il 1° settembre, ma la pioggia l’ha fatta slittare a oggi. Per Guerrieri, comunque, il sogno è già realtà: New York gli ha regalato la prima grande occasione della carriera.

Passaro, la sfida resta aperta

Anche Francesco Passaro è arrivato al main draw passando dalle qualificazioni e sta provando a trasformare l’occasione in un’altra impresa.

Contro Jesper de Jong il perugino ha vinto il primo set 6-2, ha ceduto il secondo con lo stesso punteggio e si è aggiudicato il terzo 6-4. Sul 1-1 del quarto set, però, la pioggia ha imposto un nuovo stop.

La partita riprenderà dunque con Passaro avanti due set a uno, ancora in piena corsa per il secondo turno.

Un’Italia che continua a farsi vedere

Senza Sinner, il peso della spedizione azzurra è inevitabilmente diverso. Ma i primi giorni dello US Open raccontano comunque un’Italia presente, competitiva e capace di regalare storie differenti.

Berrettini e Musetti hanno confermato il loro status, Cobolli ha firmato una rimonta da applausi, Darderi e Bellucci hanno conquistato il secondo turno. Sonego ha sfiorato l’impresa contro il numero 1 del torneo, Arnaldi ha pagato a caro prezzo le occasioni mancate e Cinà ha aggiunto un’altra esperienza importante al proprio percorso.

E poi c’è Guerrieri, arrivato dalle qualificazioni e pronto a vivere il momento che aspettava da una vita.

A Flushing Meadows, insomma, l’Italia c’è. E per qualcuno il torneo è appena cominciato.

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