US Open, l’America torna a fare rumore

A Flushing Meadows sei americani sono ancora in corsa nei quarti. Tre uomini, tre donne: non succedeva dal 2002. Darderi ultimo azzurro ad arrendersi. Alcaraz e Zverev avanzano.

US Open, l’America torna a fare rumore

New York non ha mai avuto troppa pazienza per la nostalgia. E così, mentre gli italiani salutano il singolare e Carlos Alcaraz continua la sua corsa verso la difesa del titolo, lo US Open riscopre un rumore che a Flushing Meadows conoscono bene: quello del tennis americano.

Sono sei gli statunitensi ancora in corsa nei quarti di finale, tre uomini e tre donne. È il numero più alto dal 2002. Nel torneo maschile gli americani sono Ben Shelton, Frances Tiafoe e Alex Michelsen; in quello femminile Jessica Pegula, Coco Gauff ed Emma Navarro. E c’è già una certezza: almeno un americano sarà in semifinale, perché Tiafoe e Michelsen si troveranno di fronte.

Per gli Stati Uniti è una piccola rivincita sul tempo. Per il tennis italiano, invece, è arrivato il momento dei saluti.

Darderi, l’ultimo italiano

Luciano Darderi è stato l’ultimo azzurro a resistere nel tabellone maschile. E lo ha fatto arrivando agli ottavi di finale, eguagliando il suo miglior risultato in uno Slam.

Contro Alexander Zverev, però, il muro era particolarmente alto. Il tedesco, numero 1 del seeding, ha vinto 6-2, 6-2, 7-6(3), conquistando per la prima volta in carriera i quarti di finale in tutti e quattro gli Slam nella stessa stagione. È inoltre il quinto quarto di finale raggiunto da Zverev a New York.

Darderi ha provato a rimettere in piedi la partita nel terzo set, quando finalmente ha trovato misura e coraggio, ma il tie-break ha restituito alla partita il suo padrone. Zverev ha chiuso senza concedere una sola palla break e con 43 vincenti, un rendimento che lascia poco spazio ai rimpianti.

Per l’Italia resta comunque il merito di aver salvato una tradizione che sembrava potesse interrompersi presto: Darderi è stato l’unico azzurro capace di raggiungere la seconda settimana in singolare.

Flavio Cobolli, testa di serie numero 5, si è fermato al terzo turno contro il belga Alexander Blockx, numero 28 del seeding, dopo aver superato Francisco Comesana in cinque set al primo turno. Lorenzo Musetti è uscito al secondo turno contro l’australiano Dane Sweeny, mentre Matteo Berrettini è stato battuto da Mariano Navone.

In singolare, dunque, non resta più nessun italiano. Il tricolore continua, però, a sventolare nel doppio, con Simone Bolelli e Andrea Vavassori ancora in gara.

Alcaraz ritrova Shelton

Dall’altra parte del tabellone c’è Carlos Alcaraz. Il campione in carica ha superato Tommy Paul in tre set e si è preso il suo posto nei quarti, dove troverà Ben Shelton.

È un incrocio che racconta bene lo spirito di questo US Open: da una parte il campione che vuole difendere il titolo, dall’altra uno degli uomini sui quali il tennis americano ha deciso di puntare il proprio futuro.

Shelton, testa di serie numero 8, ha liquidato Stefanos Tsitsipas 6-2, 6-3, 6-4, senza concedere nemmeno una palla break. Contro Alcaraz partirà da un bilancio negativo di 0-3 negli scontri diretti, ma questa è New York e il pubblico americano ha già scelto da che parte stare.

Il vincitore troverà in semifinale uno tra Frances Tiafoe e Alex Michelsen. È dunque possibile che Alcaraz debba attraversare un’intera porzione di America prima di poter rimettere piede in finale.

Tiafoe e Michelsen, derby americano

Frances Tiafoe ha eliminato Daniil Medvedev in tre set, 7-6(1), 6-4, 7-6(6), giocando una partita di grande personalità. Il suo rapporto con New York è ormai qualcosa che va oltre il tennis: sul Louis Armstrong è imbattuto nelle sue dieci apparizioni e il pubblico lo ha adottato da tempo.

Dall’altra parte della rete troverà Alex Michelsen, che ha superato Tomas Martin Etcheverry 7-6(6), 6-4, 6-4 senza perdere un set in tutto il torneo. Un quarto di finale tutto americano che, comunque vada, consegnerà agli Stati Uniti un semifinalista maschile.

Ed è forse questo il dato più interessante: tre americani nei quarti maschili a Flushing Meadows non si vedevano da tempo. Gli Stati Uniti ne avevano portati altrettanti nel 2023, ma per trovare un numero superiore bisogna tornare indietro fino al 1995, quando furono cinque.

Zverev dall’altra parte

Se Alcaraz deve attraversare la parte americana del tabellone, Zverev ha davanti a sé un percorso completamente diverso.

Il tedesco affronterà Botic van de Zandschulp, arrivato ai quarti dopo una battaglia di oltre cinque ore contro Arthur Gea, chiusa 3-6, 6-7, 7-6, 7-6, 6-4.

Zverev arriva all’appuntamento con un dato che pesa: nel 2026 è l’unico uomo ad aver raggiunto almeno i quarti di finale in tutti e quattro gli Slam. A New York ha già raggiunto cinque volte questo traguardo e arriva dalla vittoria al Roland Garros.

Dall’altra parte del suo quarto di tabellone ci saranno Karen Khachanov e Alexander Blockx. Il belga è una delle sorprese più belle del torneo: alla sua prima partecipazione al tabellone principale dello US Open ha già raggiunto i quarti, eliminando Francisco Cerundolo.

Quanti americani possono arrivare in finale?

La risposta, a questo punto, è semplice: tre americani sono ancora in corsa nel singolare maschile, ma soltanto uno potrà arrivare in finale da quella parte del tabellone.

Tiafoe e Michelsen si eliminano a vicenda nei quarti. Shelton, invece, ha davanti Alcaraz. Questo significa che gli Stati Uniti hanno già la certezza di un semifinalista maschile, mentre potrebbero averne due se Shelton riuscisse nell’impresa contro il campione in carica.

E non è tutto. Anche nel torneo femminile ci sono tre americane nei quarti: Pegula contro Navarro e Gauff contro Mirra Andreeva. Perciò gli Stati Uniti hanno la certezza di avere almeno una semifinalista anche nel singolare femminile.

Se cercavamo un’immagine del tennis americano che prova a riprendersi la scena, Flushing Meadows ce l’ha servita su un piatto d’argento.

Resta Alcaraz, naturalmente. Resta Zverev. Resta la possibilità di un’altra finale per il campione spagnolo e quella, tutt’altro che trascurabile, di vedere finalmente un americano tornare a giocarsi uno Slam davanti al proprio pubblico.

Ma per ora New York ha già scelto la sua colonna sonora.

E, dopo parecchio tempo, parla di nuovo americano.

Info autore dell'articolo

Laureata in Pubbliche Relazioni sono mamma e giornalista con la passione per lo sport, l'arte, la cucina, i viaggi e la musica. La noia? Non so proprio cosa sia! 😜

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