Zverev, New York vede già la strada verso la finale
Il tedesco liquida van de Zandschulp in tre set e conquista la semifinale dello US Open. Ora trova Khachanov. Dopo Parigi, Alexander cerca il secondo Slam della carriera.

A New York, quando Alexander Zverev comincia a giocare come sa, il campo sembra diventare improvvisamente più piccolo. Non perché lui sia diventato più grande, anche se i suoi due metri abbondanti aiutano, ma perché il tedesco occupa ogni centimetro con una precisione che toglie aria all’avversario.
Contro Botic van de Zandschulp è finita 6-2, 7-5, 6-1. Tre set, poco più di una pratica da sbrigare sotto le luci dell’Arthur Ashe Stadium, per consegnare al numero uno del seeding la semifinale dello US Open.
E forse la notizia più interessante non è nemmeno il risultato. È il modo in cui Zverev ci è arrivato.
Zverev, la macchina ha finalmente preso ritmo
All’inizio del torneo il tedesco aveva mostrato qualche crepa. Partite lunghe, ore accumulate, una condizione che sembrava ancora alla ricerca della propria misura.
Poi, lentamente, qualcosa si è messo a posto.
Zverev aveva già superato Luciano Darderi negli ottavi di finale e contro van de Zandschulp ha fatto un altro passo avanti. Il servizio non è stato impeccabile — cinque doppi falli nella partita — ma il resto del meccanismo ha funzionato con una puntualità quasi tedesca.
Il problema, per l’olandese, era soprattutto dall’altra parte della rete: quando Zverev comincia a comandare con il diritto e soprattutto con il rovescio bimane, bisogna trovare una via d’uscita prima che il punto diventi una sentenza.
Van de Zandschulp qualche occasione l’ha avuta. Nel secondo set, soprattutto. Ma quando è arrivato il momento di trasformare la pressione in un set, Zverev ha chiuso la porta.
Il secondo set è stato il vero punto di svolta
Il 6-2 iniziale raccontava una partita già indirizzata. Il secondo set, invece, ha raccontato qualcosa di più importante.
Van de Zandschulp ha resistito, ha trovato maggiore profondità e sul 5-4 ha avuto anche un set point. Era il momento nel quale la partita avrebbe potuto cambiare faccia.
Zverev non glielo ha permesso.
Ha assorbito la pressione, ha evitato il tie-break e ha infilato tre game consecutivi, trasformando il 5-5 in un 7-5 che ha praticamente spento la partita.
Da quel momento il terzo set è stato poco più di un esercizio di stile.
Un break immediato, un altro allungo e il 6-1 finale. Zverev ha potuto chiudere senza dover ricorrere a quelle maratone che avevano accompagnato le sue prime giornate newyorkesi.
Dal Roland Garros a New York, la stagione della consacrazione
C’è però un dato che racconta meglio di qualsiasi aggettivo la stagione di Alexander Zverev.
Questa è la sua quarta semifinale Slam del 2026.
Il tedesco ha raggiunto la semifinale agli Australian Open, a Wimbledon e ora anche a New York, dopo aver conquistato a Parigi il primo titolo Major della carriera. È inoltre la sua 13ª semifinale Slam complessiva.
Una continuità che modifica anche la percezione della sua carriera.
Per anni Zverev è sembrato l’uomo destinato a vincere uno Slam senza riuscire davvero ad afferrarlo. Poi è arrivata Parigi. Adesso, a New York, non deve più dimostrare di essere capace di vincere un Major.
Deve dimostrare di poter vincerne un altro.
È una differenza sottile, ma enorme.
Khachanov sulla strada della finale
In semifinale ci sarà Karen Khachanov.
Il russo è arrivato tra i migliori quattro dopo il ritiro di Alexander Blockx, costretto a lasciare il campo nel terzo set quando era già sotto 6-2, 7-5, 3-2.
Sarà una sfida particolare anche per la memoria: Zverev e Khachanov si sono già incontrati per la medaglia d’oro olimpica a Tokyo nel 2021, quando il tedesco vinse una delle partite più importanti della sua carriera.
Questa volta, naturalmente, non ci saranno medaglie.
Ci sarà una finale dello US Open da conquistare.
New York aspetta il suo prossimo protagonista
Zverev ha già giocato una finale a Flushing Meadows. Era il 2020, quando arrivò a un passo dal titolo prima di lasciare il trofeo a Dominic Thiem dopo una delle finali più drammatiche della storia recente del torneo.
Sei anni dopo, il tedesco torna nella parte decisiva del tabellone con un bagaglio completamente diverso.
Ha finalmente uno Slam in bacheca. Ha imparato a vincere anche quando il tennis non gli viene incontro. E soprattutto sembra avere ritrovato quella combinazione di potenza, pazienza e geometria che può trasformarlo, ancora una volta, nel padrone della notte newyorkese.
Ben Shelton e Frances Tiafoe si contenderanno l’altra semifinale tutta americana. Dall’altra parte del tabellone, Zverev sa già che la porta della finale è aperta.
Adesso deve attraversarla.

