Sinner, il ginocchio dice ancora no a Pechino

Il numero 1 rinuncia anche al torneo cinese: il rientro slitta ancora, mentre il calendario e il ranking cominciano a presentare il conto

Sinner, il ginocchio dice ancora no a Pechino

Anche il tennis sa essere, a volte, malinconico; succede quando, per esempio, un campione è pronto a tornare ma poi il ritorno scivola via di nuovo.

Per Jannik Sinner, Pechino doveva essere la porta della seconda parte della stagione. Il torneo che avrebbe restituito al pubblico il numero 1 del mondo, fermo dalla finale di Wimbledon del 12 luglio. Il primo passo dopo settimane di cure, allenamenti prudenti e pazienza.

Invece quella porta rimane chiusa.

Sinner ha annunciato oggi, 25 settembre, che non giocherà il China Open, al via il 30 settembre. Il motivo è sempre il ginocchio destro:

«Non è ancora nelle condizioni in cui vorrei che fosse e non sono ancora pronto per competere»,

ha spiegato l’azzurro nel messaggio con cui ha comunicato il forfait.

Una frase semplice. E forse proprio per questo piuttosto eloquente.

Due mesi e mezzo senza una partita

Per ritrovare Sinnner bisogna tornare indietro al 12 luglio, alla finale di Wimbledon contro Alexander Zverev.

Quel giorno Jannik conquistò il suo quinto titolo Slam e il primo della stagione, battendo il tedesco in quattro set. Da allora, però, non ha più disputato una partita ufficiale.

Il ginocchio destro lo aveva già costretto a rinunciare a Cincinnati e, successivamente, agli US Open. L’ATP aveva spiegato in agosto che Sinner aveva bisogno di altro tempo per recuperare dall’infortunio e che il programma prevedeva di proseguire il lavoro in Europa con il proprio staff medico e atletico.

Poi erano arrivate le immagini degli allenamenti a Montecarlo, le sedute con Simone Vagnozzi, il test con Flavio Cobolli. Sembrava finalmente arrivato il momento di rimettere la racchetta dentro il sacco da viaggio.

Ancora una volta, però, il corpo ha avuto l’ultima parola.

Ieri sembrava Pechino, oggi non più

La rapidità con cui è cambiata la situazione racconta forse meglio di molte diagnosi quanto sia delicato il rientro.

Ancora ieri, 24 settembre, ANSA riferiva dell’ottimismo che circondava il possibile ritorno di Sinner a Pechino: il numero 1 aveva intensificato gli allenamenti ed era regolarmente inserito nella entry list del torneo.

Anche la Gazzetta dello Sport, poche ore prima dell’annuncio, dava per imminente il viaggio dell’azzurro verso la Cina.

Ma poi è arrivato il video di Jannik.

Il tennis, qualche volta, è anche questo: una racchetta pronta, un volo prenotato, un torneo che aspetta e un ginocchio che non ha ancora dato il permesso.

Il titolo da difendere rimane in Cina

La rinuncia ha anche una conseguenza importante sul ranking.

Sinner era il campione uscente del China Open. A Pechino aveva vinto nel 2025 e avrebbe dovuto difendere 500 punti.

Non potendoli difendere, quei punti usciranno dal suo bottino.

Il forfait non significa dunque soltanto un altro torneo saltato. Significa anche cominciare a pagare il conto di quella straordinaria stagione 2025 nella quale Jannik aveva accumulato risultati pesantissimi proprio nella parte finale dell’anno.

E qui compare, inevitabilmente, l’ombra di Alexander Zverev.

Il tedesco ha già conquistato gli US Open e, dopo il Major americano, è passato in testa alla Race ATP 2026, la classifica dei risultati della stagione, con 700 punti di vantaggio su Sinner. Nel ranking ATP vero e proprio, invece, Jannik resta ancora numero 1.

Due classifiche, due fotografie differenti dello stesso momento.

Zverev aspetta, Sinner deve recuperare

La cosa più interessante è che non serve trasformare il forfait di Pechino in una profezia.

Zverev non è automaticamente il nuovo numero 1. Sinner non ha perso la vetta. Ma il margine che separa i due comincia a essere sottoposto a una pressione nuova.

Prima del forfait, Sinner aveva 11.500 punti contro i 9.690 di Zverev. Il problema dell’italiano è soprattutto ciò che dovrà difendere nelle prossime settimane: 500 punti a Pechino, 50 a Shanghai, 500 a Vienna, 1.000 a Parigi e 1.500 alle ATP Finals.

Il calendario, insomma, non guarda in faccia nessuno.

E tantomeno un ginocchio.

Shanghai diventa la nuova frontiera

Adesso il prossimo appuntamento indicato per Sinner è il Masters 1000 di Shanghai, in programma dal 7 al 18 ottobre. Sky Sport indica proprio Shanghai come il possibile prossimo torneo del numero 1.

Ma c’è una differenza sostanziale rispetto a Pechino.

A Shanghai Sinner non dovrà soltanto tornare a giocare. Dovrà farlo dopo quasi tre mesi senza partite ufficiali.

E il primo avversario, questa volta, non sarà necessariamente il giocatore dall’altra parte della rete.

Sarà il ritmo.

Saranno gli spostamenti.

Sarà la risposta del ginocchio dopo un’ora, poi due, poi magari tre di partita.

Perché allenarsi e giocare un match ATP sono due mestieri parenti, ma non gemelli.

La fretta può aspettare

C’è infine una cosa che questa rinuncia racconta meglio di qualsiasi classifica.

Sinner ha 25 anni e una stagione 2026 che, prima dello stop, aveva già prodotto numeri notevoli: secondo l’ATP, 44 vittorie e appena 3 sconfitte, con sei titoli conquistati e la vittoria a Wimbledon.

Non è dunque difficile comprendere quanto possa essere frustrante restare a guardare.

Ma il messaggio di oggi è diverso da quello che potrebbe suggerire la classifica.

Jannik non ha detto che il problema è risolto. Ha detto il contrario: il ginocchio non è ancora come vorrebbe e lui non è ancora pronto per competere.

È una distinzione importante.

Nel tennis moderno si parla spesso di rientri, calendari, ranking, punti da difendere. Il corpo, invece, non conosce i lunedì dell’ATP.

Conosce soltanto il momento in cui è pronto.

E forse, per Sinner, Pechino doveva essere quel momento.

Non lo sarà.

Adesso si guarda a Shanghai. Con meno fretta, probabilmente, e con molta più attenzione.

Perché il numero 1 può aspettare qualche settimana.

Il ginocchio, invece, no.

Info autore dell'articolo

Studente, aspirante tennista, mi piace lo sport, in particolare il tennis e i motori.

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