Sinner, una domenica da tifoso tra Monza e San Siro
Prima il Gran Premio e l’amico Kimi Antonelli, poi il Milan allo Stadium. In mezzo, Berrettini e una battuta che racconta Jannik meglio di mille interviste.

Per una domenica Jannik Sinner ha lasciato la racchetta nel borsone e si è ricordato di essere, semplicemente, un ragazzo che ama lo sport.
Niente campo da tennis, niente tabelloni da controllare, niente avversari da studiare. Al posto delle palline, i motori. Al posto del silenzio dei grandi tornei, il rumore assordante di Monza.
E poi il calcio.
Una domenica decisamente poco “Sinner”. E proprio per questo molto Sinner.
Prima tappa: Monza, dall’amico Kimi
Jannik è arrivato al circuito di Monza nella mattinata di domenica, accolto da tifosi e curiosi. Una presenza tutt’altro che casuale: Sinner è da tempo appassionato di motori e soprattutto è amico di Kimi Antonelli, il ventenne bolognese della Mercedes che proprio a Monza aveva davanti una missione quasi impossibile.
Partire diciannovesimo e provare a vincere il Gran Premio d’Italia.
Sinner ha incontrato Antonelli nell’hospitality Mercedes e ha seguito la gara dal paddock. Accanto a lui, tra gli ospiti del weekend, c’era anche Matteo Berrettini più una lunga lista di protagonisti dello sport e dello spettacolo arrivati a Monza per il Gran Premio.
E qui è arrivato anche uno dei momenti più divertenti della giornata.
Berrettini, il “portavoce” di Sinner
Inevitabile che, vedendo insieme due dei volti più conosciuti del tennis italiano, arrivassero le domande dei giornalisti.
E naturalmente qualcuno ha chiesto a Berrettini di Sinner.
La risposta di Matteo è stata perfetta, soprattutto perché sembra quasi una diagnosi sportiva fatta con il sorriso:
«Se sta scappando dalle interviste, vuol dire che sta bene!»
Una battuta rilanciata da Eurosport, che in poche parole fotografa anche il momento di Jannik.
D’altronde, se c’è qualcuno che conosce bene il rapporto tra Sinner e le interviste, è proprio il circuito del tennis. Jannik non è mai stato un grande amante dei riflettori quando non sono quelli del campo. Se può evitare una telecamera, spesso la evita. Se può parlare poco, parla poco.
E Berrettini, evidentemente, lo sa.
I due sono stati immortalati insieme a Monza anche con la dj sudcoreana Peggy Gou (presunta nuova fiamma di Matteo), in una delle fotografie più curiose del paddock.
Una specie di piccolo raduno del tennis italiano, con vista sulla Formula 1.
Poi succede l’impensabile: Kimi rimonta tutto
Antonelli, intanto, aveva deciso di colorare ulteriormente la domenica.
Partito diciannovesimo per una penalità legata alla power unit, il pilota Mercedes ha cominciato a risalire posizioni dopo posizioni. Sorpasso dopo sorpasso.
Fino ad arrivare davanti a tutti.
Kimi ha vinto il Gran Premio d’Italia 2026 davanti a George Russell e Max Verstappen, diventando il primo italiano a vincere a Monza dal 1966, quando ci riuscì Ludovico Scarfiotti.
Una rimonta da 19° a 1° posto che ha già il sapore della leggenda.
E Sinner era lì.
Il numero uno del tennis mondiale ha festeggiato sui social con un messaggio semplice, quasi asciutto:
«Congratulazioni Kimi, grande!».
Poi una fotografia nei box Mercedes insieme ad Antonelli, Laura Pausini e Marco Bezzecchi.
Per una volta, però, era Jannik a guardare qualcun altro vincere.
Dal rombo dei motori al calcio

Ma la domenica di Sinner non era ancora finita.
Dopo Monza, destinazione Torino.
La sera lo aspettava Juventus-Milan, terza giornata di Serie A. Jannik, come noto, è tifoso rossonero e non ha perso l’occasione per seguire dal vivo la sua squadra.
Anche qui niente racchetta, niente allenamento. Solo calcio e tribuna.
Il Milan gli ha anche fatto trovare un piccolo regalo: una maglia personalizzata con scritto “Sinner 1”, consegnata da Gerry Cardinale.
Il numero, del resto, è abbastanza appropriato.
Peccato che il Milan non sia riuscito a regalargli una vittoria: Juventus e Milan hanno pareggiato 1-1.
Dunque, bilancio della giornata: vittoria dell’amico Kimi, pareggio della squadra del cuore.
Non proprio un en-plein, ma poteva andare peggio.
Per una volta, Jannik fa il tifoso
C’è qualcosa di curioso nel vedere Sinner dall’altra parte della barricata.
Siamo abituati a guardarlo mentre gioca, mentre risponde alle domande dopo una vittoria o mentre attraversa un tabellone con quella faccia seria che sembra dire che c’è sempre un’altra partita da preparare.
A Monza, invece, era lui quello che guardava.
Ha tifato per Kimi. Ha parlato con Berrettini. Ha sorriso ai tifosi. Ha incontrato campioni, musicisti e personaggi dello spettacolo. Ha seguito una gara di Formula 1 e poi è andato a vedere il Milan.
Insomma, per un giorno Jannik Sinner non aveva niente da vincere.
E forse è proprio questo che rende simpatica questa domenica.
Perché mentre Antonelli faceva una delle rimonte più belle della storia recente di Monza, Sinner poteva permettersi il lusso di stare semplicemente a bordo pista.
A tifare per un amico.
E, a giudicare dalla battuta di Berrettini, persino a scappare dalle interviste.
Che poi, per uno come Jannik, forse è il modo più naturale del mondo per far sapere a tutti che sta bene.

