Musetti, la racchetta può aspettare: arriva J.Lo

Al Vogue World Milano Lorenzo cambia il campo con la passerella. Completo Bottega Veneta, Galleria Vittorio Emanuele e un ballo con Jennifer Lopez: per una sera il tennista diventa uomo di spettacolo.

Musetti, la racchetta può aspettare: arriva J.Lo

Dal rovescio a una mano al passo di danza

Ci sono tennisti che sembrano nati per stare in campo. E poi ci sono quelli che, per una sera almeno, sembrano perfettamente a loro agio anche fuori dalle righe bianche.

Lorenzo Musetti appartiene curiosamente alla seconda categoria.

Ieri sera, nella Galleria Vittorio Emanuele II trasformata nel grande palcoscenico di Vogue World Milano, il carrarino ha lasciato per qualche minuto racchetta, palline e giudici di linea per infilarsi nei panni del modello. Non esattamente una metamorfosi kafkiana: Musetti ha già da tempo quell’aria da ragazzo elegante che pare capitato nel tennis quasi per errore.

Questa volta, però, il cambio di superficie è stato ufficiale.

Completo Bottega Veneta, giacca strutturata color panna, pantaloni neri e una vistosa spilla sul rever. E soprattutto una passerella sotto la cupola della Galleria, dove il tennis si è trovato a camminare accanto alla moda, alla musica, al cinema e a una quantità di celebrità che avrebbe fatto impallidire anche il tabellone di uno Slam.

Poi è entrata in scena Jennifer Lopez.

Musetti e J.Lo, il doppio più improbabile

Lorenzo la raggiunge, le porge la mano e la accompagna al centro della Galleria. Poi un giro, un passo di danza, qualche secondo di complicità scenica.

Non proprio un doppio misto, anche se la fotografia avrebbe meritato un posto nel programma di Wimbledon.

Da una parte Jennifer Lopez, icona internazionale dello spettacolo, avvolta in un abito Dolce&Gabbana. Dall’altra Musetti, che fino a poco prima conoscevamo soprattutto per quel rovescio a una mano che sembra appartenere a un’epoca nella quale i tennisti giocavano in completo bianco e il pubblico applaudiva educatamente.

Per una sera, dunque, il gesto tecnico è stato sostituito dal gesto mondano. E Musetti, bisogna riconoscerlo, non sembrava affatto in prestito.

Il tennis che piace alla moda

La cosa forse più interessante non è nemmeno il ballo.

È il fatto che Lorenzo Musetti sia ormai diventato una figura che il mondo della moda riconosce come propria.

Non soltanto un atleta da vestire, dunque, ma un personaggio capace di stare dentro un racconto estetico. Vogue ha inserito la sua apparizione nel terzo atto dello spettacolo, dedicato al nuovo millennio e alla Dolce Vita, accanto ad altre figure dello sport e dello spettacolo.

E qui il tennis ha una piccola responsabilità.

Perché il tennis, più di altri sport, ha sempre avuto un rapporto abbastanza disinvolto con l’eleganza. Dalla tradizione quasi aristocratica dei club inglesi ai completi firmati delle nuove generazioni, dalla pubblicità alle copertine, il tennista non è mai stato soltanto un atleta.

Musetti, poi, ci mette del suo.

Il rovescio a una mano, il gusto per la variazione, quel modo di giocare che concede alla palla qualche arabesco prima di mandarla dall’altra parte della rete: è difficile immaginare un tennista più naturalmente adatto a una serata nella quale anche il vestito deve raccontare qualcosa.

Una passerella piena di sport

Lorenzo, peraltro, non era l’unico rappresentante dello sport.

Vogue World Milano ha portato in Galleria un piccolo pezzo di mondo atletico: c’erano Aryna Sabalenka, gli atleti olimpici, le pallavoliste Paola Egonu e Myriam Sylla, Arianna Fontana e svariati giocatori di Milan e Inter.

Sabalenka, numero due del mondo, ha sfilato con un abito Gucci color marrone cioccolato. Musetti ha avuto invece il compito, decisamente più cinematografico, di entrare in scena con Jennifer Lopez.

Il tennis, insomma, non era ospite.

Era parte del racconto.

Ed è forse questa la piccola novità del costume sportivo contemporaneo: il campione non vive più soltanto nei novanta metri quadri di un campo, nel caso del tennis nei suoi 23 metri e 77 centimetri. Viene fotografato, intervistato, vestito, invitato, raccontato.

La racchetta diventa quasi un accessorio fra gli altri.

Il nuovo mestiere del campione

Una volta il tennista doveva vincere. O, perlomeno, arrivare abbastanza avanti da essere riconosciuto.

Oggi deve anche saper abitare il proprio personaggio.

Musetti sembra farlo con una certa naturalezza. Non ha bisogno di diventare un altro per entrare in un ambiente diverso dal tennis. È sufficiente che cambi abito.

Il completo Bottega Veneta, del resto, gli sta bene. E anche il ruolo da modello, a giudicare dalle immagini, non gli pesa particolarmente. Vogue ha sottolineato proprio il suo debutto in passerella, mentre la stampa italiana ha insistito sul momento con Lopez.

Naturalmente non sappiamo se Musetti abbia trovato più difficile affrontare Jannik Sinner sul campo o Jennifer Lopez sotto la cupola della Galleria.

Il primo confronto, però, ha una rete in mezzo.

Il secondo aveva soltanto gli occhi del mondo.

E forse è questa la vera partita che il tennis moderno sta imparando a giocare: quella nella quale il punteggio non compare sul tabellone e non si vince con un ace.

Si vince, eventualmente, uscendo dalla scena lasciando una fotografia.

Musetti, ieri sera, ne ha lasciata una niente male: lui in Bottega Veneta, J.Lo al suo fianco, la Galleria milanese sopra la testa.

La racchetta poteva aspettare.

Per una volta, Lorenzo ha preferito il passo.

Info autore dell'articolo

Laureata in Pubbliche Relazioni sono mamma e giornalista con la passione per lo sport, l'arte, la cucina, i viaggi e la musica. La noia? Non so proprio cosa sia! 😜

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