Djokovic tra espulsione e appello

Altro colpo di scena nel caso Djokovic, prima espulso dal ministro e ora fermo a Melbourne in attesa dell’appello.

Djokovic tra espulsione e appello in una sorta di telenovela che sembra non avere fine.

Il riassunto delle scorse puntate con visti cancellati, blocco in aeroporto, detenzione in albergo, nuova concessione del visto, allenamento in campo e ammissione al tabellone dell’Australian Open, è tutto da rifare!

Ci siamo svegliati, infatti, con la decisione del Ministro per l’immigrazione Alex Hawke  che comunicava di  aver cancellato il visto a Novak Djokovic nel bene del pubblico interesse“.

Nole, lo ricordiamo, era sbarcato in Australia da non vaccinato presentando un’esenzione medica attestante la guarigione da Covid19, contratto, secondo i documenti, nella seconda metà del mese di Dicembre.

Il governo dello Stato di Vittoria aveva fatto notare, però, come la dichiarazione in merito ad ulteriori viaggi prima di entrare in territorio australiano fosse errata, dal momento che il serbo e il suo staff sarebbero stati anche in Spagna.

E così, tra conferenze stampa della famiglia Djokovic, ammissioni a metà, scuse pubbliche con tanto di statement pubblicato sui Social, ma soprattutto interventi a livello diplomatico, politico e legale, sembravano aver appianato il tutto con tanto di tabellone dell’Australian Open regolarmente pubblicato e nome di Novak Djokovic in bella vista.

E poi ecco la nuova tegola, questa volta bella pesante dal momento che, se fosse effettivamente convalidata la decisione del ministro, il n° 1 al mondo non solo dovrebbe lasciare il Paese, ma gli sarebbe precluso ogni ingresso per i prossimi 3 anni!

UDIENZA LAMPO

Pensate che Djokovic abbia preso atto di tutto senza proferire parola? Evidentemente no, visto che è riuscito ad ottenere iun’udienza lampo dal giudice Anthony Kelly.

E il suo legale avrebbe, inoltre, ottenuto la sospensiva per l’espulsione in modo che lo stesso possa rimanere a Melbourne e attendere l’esito dell’appello che dovrebbe tenersi questa domenica.

Pare, intanto, che sia stato richiesto di incarcerare Djokovic a partire dalle 8 di sabato, ma crediamo che si risolverà in nulla di fatto grazie anche al costante intervento diplomatico della Serbia.

Non ci rimane, dunque, che attendere l’esito dell’appello di domenica per capire se Novak Djokovic potrà difendere il suo titolo in campo o se, come suggeriscono i più, sarà bandito dall’Australia, e dallo Slam, per i prossimi 3 anni!