Musetti soffre e resiste: Roma lo abbraccia
L’azzurro piega Cerundolo dopo oltre due ore di battaglia nervosa e tecnica. Tra crampi, errori e lampi di classe, Lorenzo trova la forza per avanzare agli ottavi dove lo attende Casper Ruud.

Ci sono vittorie che si ricordano per la bellezza. E altre che restano addosso perché raccontano qualcosa di più profondo. Quella di Lorenzo Musetti contro Francisco Cerundolo appartiene alla seconda categoria.
Il tabellone dirà semplicemente 7-6 6-4 in 2 ore e 12 minuti. Ma il Campo Centrale del Foro Italico ha visto molto di più: un giocatore in difficoltà, contratto, a tratti persino svuotato, che però non ha mai smesso di cercare una strada dentro la partita.
Musetti non aveva il suo tennis migliore. Lo si capiva subito. Il rovescio a una mano, normalmente elegante come una firma d’autore, usciva spesso corto o impreciso. Il servizio non gli regalava punti facili. E dall’altra parte della rete Cerundolo faceva il suo mestiere: sporcare il ritmo, allungare gli scambi, togliere certezze.
È stata una partita umida, pesante, quasi malinconica. Roma sotto le nuvole, vento leggero e palle che sembravano non voler mai finire. Una di quelle giornate in cui il tennis diventa pazienza più che istinto.
L’argentino aveva già dimostrato in passato di poter fare male a Musetti. E anche stavolta il match si è trasformato presto in una battaglia di nervi. Il primo set è rimasto in equilibrio fino al tie-break, tra break mancati, controbreak immediati e scambi interminabili. Lorenzo ha avuto il merito di restare lì quando tutto sembrava sfuggirgli.
Il pubblico lo ha trascinato. Letteralmente.
Ogni recupero, ogni lob difensivo, ogni smorzata improvvisa diventava un modo per respirare ancora. E proprio quei pallonetti altissimi, quasi disperati, hanno finito per togliere ritmo a Cerundolo, meno efficace quando costretto a colpire sopra la spalla.
Nel tie-break il livello non è stato impeccabile, ma certe partite non chiedono estetica. Chiedono coraggio. Musetti ha annullato un set point e si è preso il parziale 9-7 con la faccia di chi sa di essere sopravvissuto più che di aver dominato.
Nel secondo set il copione non è cambiato. Lorenzo ha accusato anche un principio di crampi alla coscia sinistra, la stessa zona che lo aveva tormentato negli ultimi mesi. Più volte si è toccato la gamba, più volte ha rallentato tra un punto e l’altro. Ma non si è fermato.
Anzi.
Nei momenti peggiori ha trovato il modo di restare lucido. Cerundolo gli ha concesso qualcosa, è vero, ma Musetti ha avuto il merito di accettare la lotta senza innervosirsi. Sul 5-4, con l’argentino al servizio, è arrivato l’ultimo cedimento sudamericano: un doppio fallo, una smorzata sbagliata, poi l’errore finale che ha consegnato il match all’azzurro.
Lorenzo ha alzato appena le braccia. Poi gli occhi lucidi.
“Vincere è stata una liberazione”, ha raccontato dopo la partita. E forse è la definizione migliore. Perché certe serate non servono soltanto ad andare avanti in un torneo: servono a ricordarsi di saper soffrire.
Prossimo turno: Casper Ruud
Adesso agli ottavi lo aspetta Casper Ruud, specialista della terra battuta e avversario di ben altro peso specifico. Ma il Musetti visto contro Cerundolo, pur lontano dalla perfezione, ha mostrato qualcosa che spesso conta ancora di più del talento: la voglia feroce di restare aggrappato alla partita.
E a Roma, qualche volta, basta questo per sentirsi già dentro il torneo.

